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Provati per voi
Fiume azzuro, Cina
Con Viking River Cruises sul Fiume Azzurro

E’ la Cina l'asso nella manica per la stagione 2004 di Viking River Cruises, la società leader delle crociere fluviali in Europa con ambizioni fondate di diventare il numero uno anche fuori dal Vecchio Continente.
Da aprile è in servizio sullo Yang Tse Kiang, il mitico Fiume Azzurro che attraversa la Cina per oltre 6.300 km dall'Altipiano del Tibet a Shanghai, una nuova nave da crociera di lusso destinata ad un pubblico internazionale.
Century Star,
Un albergo galleggiante a 5 stelle
La Century Star è un albergo galleggiante a 5 stelle che permette a 186 passeggeri di godere di una traversata dalla città di Chongqing, nel cuore della Cina, sino a Wuhan nel comfort garantito da un servizio di qualità notevole sotto il marchio Viking.
L'iniziativa è stata intrapresa dall'armatore con sede a Basilea - ed uffici a Colonia, Parigi, Los Angeles, S. Pietroburgo ed ora a Pechino e Chongqing - in partnership con la società parastatale New Century Cruise Company, che opera sotto l'egida del Ministero del Turismo Cinese. A latere della crociera vera e propria, di durata settimanale ed affrontabile sia in discesa rispetto alla corrente del fiume (verso Wuhan) che in ascesa (verso Chongqing), il cliente può aggiungere un pacchetto a terra di estensione variabile: Viking consente di visitare la capitale Pechino con le numerose attrattive (dalla Piazza Tienanmen alla Città Proibita ed al Giardino d'Estate), la grande muraglia Cinese, la moderna Shanghai, la fascinosa Hong Kong, la romantica Guilin, il famoso esercito di terracotta presso Xian o anche Lhasa in Tibet e Bangkok in Thailanda, grazie ai voli interni curati dall'operatore elvetico.
L'itinerario
Tornando alla crociera, i tratti più salienti del lungo itinerario (oltre 650 km) sono: la visita alla Pagoda di Shibaozhai (un tempio ligneo di 12 piani, autentica gemma dell'architettura secentesca della Dinastia Imperiale Qing); l'attraversamento delle Three Gorges, rispettivamente di 8 km (Qutang), 44 km (Wu) e 76 km (Xiling), tratti nei quali il fiume si insinua tra verdi montagne con paesaggi fiabeschi che ricordano i fiordi norvegesi; l'escursione, su moderno battello dedicato Viking, alle splendide Lesser Three Gorges; e il passaggio di quella mirabolante opera dell'ingegno umano che sono le 5 chiuse, capaci di far 'saltare' le navi di quasi 200 metri in circa 1 km di percorso effettuato in un paio d'ore, in corrispondenza della nuova diga (in fase di completamento) delle Three Gorges.
Quest'ultima straordinaria opera avviata nel 1993 - e minuziosamente illustrata durante la visita al museo compresa nell'itinerario - quando interamente realizzata nel 2009 permetterà una migliore fruibilità del fiume. Infatti innalzando il livello delle acque di una quindicina di metri si eviteranno le rovinose piene monsoniche lasciando intatti quasi tutti i siti turistici visitabili dai passeggeri delle navi da crociera.
In più sarà permesso alla Cina, gigante economico ad andatura galoppante in fortissimo fabbisogno energetico, di ottenere una nuova fonte di approvvigionamento ad alimentare le sue centrali idroelettriche con un 20 per cento addizionale sull'attuale produzione di energia.
5 proposte per intenditori
Per il 2004 Viking offre ai suoi passeggeri i seguenti cinque pacchetti distinti da 9 a 16 giorni (7 giorni in crociera fissi): Montagne Incantate dello Yangtze - 9 notti (Pechino e Shanghai); Tesori Imperiali della Cina - 12 notti (Pechino, Shanghai, Xian); Sulle orme di Marco Polo - 16 notti (Pechino, Shanghai, Xian, Suzhou); L'Antico Regno del Siam - 16 notti (Pechino, Bangkok, Kunming, Xian); Sul Tetto del Mondo - 16 notti (Pechino, Lhasa, Shanghai, Xian, Chengdu).
Come confermato dai vertici societari, la crociera fluviale è un prodotto che si rivolge a viaggiatori esperti, preferibilmente croceristi già con esperienze di mare e che abbiano una certa dimestichezza col mondo internazionale (la conoscenza dell'inglese è indispensabile), desiderosi di approfondire aspetti culturali non superficiali ed innovativi.
Un servizio sopra la media
La nave Century Star, disegnata dal Dong Fung Ship Institute e costruita in Cina, misura 87 metri x 14 metri ed ha una capacità per 186 passeggeri e 128 membri di equipaggio.
Il servizio è decisamente sopra la media, sia in ordine alla qualità del cibo - Viking si è assicurata i servigi di cuochi di fama mondiale capaci di offrire le due facce della medaglia: cucina occidentale e orientale in un giusto mix ben equilibrato - che per la disponibilità e cortesia veramente eccezionali del personale, superiore anche a ciò che si riscontra a terra negli hotel a 5 stelle delle maggiori metropoli cinesi inclusi nel pacchetto Viking, come lo storico Beijng Hotel nella capitale o il moderno Westin a Shanghai. D'altronde l'imprinting svizzero nella qualità del servizio alberghiero è uno degli atout che possono convincere il passeggero a privilegiare Viking, per i tour sullo Yangtse, rispetto ad una concorrenza pure molto numerosa ed attrezzata.
Cabine dotate di ogni comfort
Le cabine sono comode; quelle standard risultano spaziose quanto basta e dotate di ogni comfort, dalla TV a colori all'aria condizionata, dal telefono all'asciugacapelli, oltre naturalmente ai servizi privati. Il valore aggiunto è fornito dalla presenza in ogni cabina di balcone privato effettivamente fruibile (ci si sta comodamente seduti in due a godersi il panorama) a prescindere dalla categoria di appartenenza. A questo proposito, sulla Century Star le 93 cabine doppie complessive sono distribuite su tre ponti: sono disponibili 2 suite molto ampie, 7 deluxe e 84 standard
Il ristorante, molto arioso ed elegante, può contenere tutti gli ospiti in un singolo turno.
Una piccola lacuna è l'assenza di ascensori, ma i cinque ponti della nave sono collegati da scale a spirale dai gradini molto ampi e quindi non faticosi.
Nel 2005 arriva Century Sky
Peraltro giova ricordare che sulla nuova nave che Viking e New Century metteranno in servizio sullo Yangtse nel 2005 - la Century Sky, 306 passeggeri e 168 membri di equipaggio - vi saranno alcune migliorie, a partire proprio dalla presenza di due ascensori esterni panoramici. Sulla prossima ammiraglia cinese della Viking - che risulterà anche la nave passeggeri fluviale più grossa in servizio in questa regione del mondo - le 153 cabine doppie saranno così ripartite: 11 suite (più piccole che sulla Century Star), 2 + 2 superior/deluxe e 138 standard (entrambe le categorie saranno invece più grandi che sulla Century Star). La Century Sky dovrebbe essere adibita ad itinerari fluviali più brevi (3 o 4 giorni) da accoppiare a tradizionali tour a terra della Cina.
A bordo nessun pericolo di annoiarsi
Chi pensa che a bordo di una nave fluviale ci si possa annoiare, anche assumendo che le ridotte dimensioni impediscano lo svolgimento di attività ricreative, è assolutamente in torto.
La Century Star è provvista di una piccola palestra, sauna, sala per massaggi orientali, parrucchiere, sala da carte, internet point ed una magnifica libreria. Inoltre durante la navigazione, a differenza di quanto avviene in mare, dove l'orizzonte blu è l'unico panorama, ogni momento rivela paesaggi in continua evoluzione e scorci interessanti durante l'attraversamento delle città e delle aree più rurali.
Durante la giornata a bordo i più industriosi possono imparare da artigiani cinesi le arti raffinate della calligrafia, del ricamo a seta e della costruzione di aquiloni. E alla sera vengono offerti spettacoli d'intrattenimento di ottima levatura, dalla musica folkloristica alle danze coreografiche con una sessione di acrobati e contorsionisti in erba (tutti minorenni) di grandissima emozione.
Unica incognita l'aspetto meteorologico. La zona attraversata è così lussureggiante proprio perché l'umidità qui la fa da padrona, spesso con fitte nebbie - che peraltro contribuiscono a contornare di un alone fantasmagorico i siti visitati - e nuvole sovente in agguato, sebbene non manchi qualche scorcio più solare.
Ma questo è un aspetto che ovviamente esula dalla sfera di Viking.

Chi è Viking River Cruises, re dei fiumi europei

"La nave da crociera fluviale Century Star rappresenta una svolta nella storia del turismo in Cina, già oggi al quinto posto nel mondo e, secondo dati WTO, destinata a diventare numero uno nel 2020. Per noi di Viking si tratta del coronamento di un sogno durato cinque anni, che permette ai nostri passeggeri di assaporare la vera Cina dagli ambienti confortevoli e lussuosi di questa nave, coccolati da un servizio impareggiabile".
Si esprime con giustificata soddisfazione Torstein Hagen, presidente e CEO di Viking River Cruises, la società da lui fondata, insieme ad alcuni soci di capitale, nel 1997 e in un pugno di anni diventata primattrice nel settore delle crociere fluviali. Non a caso Viking è stata premiata nel 2004 dalla famosa guida Condé Nast Traveler con l'inclusione nella Gold List compilata dai passeggeri.
I propositi del management multinazionale - gli investitori, quasi tutti privati cittadini (di cui tre con esperienze direttive in compagnie di crociere e traghetti), sono norvegesi, svedesi, finlandesi, olandesi ed americani - sono bellicosi.
La flotta attuale (24 unità con la prossima immissione della Century Sky) verrà raddoppiata entro il 2010, con una decina di navi assegnate allo Yangtse nel breve arco di sei anni. "La Cina, aperta al mondo occidentale dal 1979, diventerà il fulcro del turismo mondiale grazie anche alla promozione dei Giochi Olimpici di Pechino del 2008 e alla Formula 1 a Shanghai già da quest'anno. Per quell'epoca noi saremo i pionieri di questo business" dichiara il 60enne Hagen, che vanta importanti trascorsi nel settore delle crociere marittime quale CEO della Royal Viking, direttore della Holland America Line e della Norwegian Cruise Line.
"Intravedo nel crocerismo fluviale lo stesso fermento di quello marittimo vent'anni fa; e tra poco vi sarà un consolidamento anche nel nostro settore" commenta ricordando come proprio Viking, partita dal nulla con quattro navi acquisite in Russia nel 1997 per operare sui fiumi Volga, Don e Svir, tre anni dopo sia stata protagonista di una clamorosa scalata al vertice con l'acquisizione della KD River Cruises, storica società armatoriale tedesca con 40 anni di esperienza, che portò in dote 9 navi più 5 in ordine. A queste si sono aggiunte 4 nuove commissionate da Viking per 23 unità attualmente in esercizio).
Oltre alla Cina nel resto del mondo la flotta oggi è così impegnata: 16 navi in Europa (Reno, Meno, Mosella, Danubio, Elba, Senna, Rodano) e 6 in Russia ed Ucraina (Volga, Don, Svir e Dniepr).
Passo importante nella crescita di Viking è stata l'apertura nel 2000 dell'ufficio di Los Angeles, che ha portato ad acquisire la clientela americana - zoccolo duro del portafoglio della società - con la nomina di un manager dinamico quale Jeffrey Dash, vicepresidente Marketing & Sales e Presidente Viking Inc., a sua volta proveniente da Renaissance Cruises e Princess Cruises.
"La differenza fondamentale tra le crociere di mare e quelle fluviali è che le prime puntano tutto sulla nave, che però oggi è spesso sovradimensionata e perciò non gradevole per tutti; mentre noi basiamo il gradimento del pubblico sulla destinazione che possiamo offrire" spiega Dash.
La clientela Viking nel 2003 constava di 74.000 passeggeri (+100% rispetto al 2001) di cui 25.000 americani, 27.000 tedeschi e 22.000 dal resto d'Europa. Ma in futuro la maggiore crescita è attesa dal mercato americano, che dovrebbe triplicare il valore 2001 (allora erano 13.000 passeggeri) già nel 2004. In Europa il mercato, seppure in espansione costante, è più stabile; ed è questo il motivo per cui tendenzialmente Viking dedicherà maggiore capacità al Nord America, naturalmente senza trascurare serbatoi di domanda importanti come l'Italia, Francia e Spagna, dove si stima un pubblico potenzialmente interessato di 900 mila passeggeri per ciascun paese (a titolo di paragone, Germania ed Inghilterra contano 1,2 milioni; gli USA addirittura 13 milioni).
In Italia Viking è rappresentata dalla Topcruises di Federico Costa con sede a Genova, che "sta facendo crescere - sono parole spese da Hagen stesso - in maniera considerevole il business italiano seppure per il momento Viking non attinga ancora dai mercati latini (Italia, Francia e Spagna) la massa critica minima necessaria a giustificare, ad esempio, un programma madrelingua a bordo".



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